PER RIPRENDERCI LA NOSTRA DIGNITA'

sabato 14 maggio 2011

Ai Comitati “Se Non Ora Quando?”


Quella del 13 febbraio è stata una straordinaria mobilitazione di popolo, guidata dalle donne, sull’intero territorio nazionale e non solo. Questo vuole dire che è stata affermata la loro centralità nella vita del nostro paese. Intorno alle loro parole si sono coagulati ed espressi aspirazioni, esigenze, sentimenti profondi e diffusi, una qualità politica nuova. E’ apparso chiaro che le donne costituiscono la risorsa più viva del paese e che la loro forza e le loro ragioni sono indispensabili per porre termine al declino della vita culturale, economica civile e politica dell’Italia.
Il piacere del ritrovarsi assieme, nel rispetto della libertà e differenza di ciascuna, ha segnato quella giornata ed ha reso evidente che dimensione collettiva e libertà individuale non sono in contrasto e che è possibile stabilire un nuovo legame tra coscienza di sé e azione collettiva. Una nuova stagione del movimento delle donne italiane è possibile.
Questo senso di novità e di speranza può e deve essere rafforzato individuando delle proposte in grado di delineare il profilo di un paese per donne, per contribuire alla rinascita dell’Italia; proposte che cominciamo a formulare e vi inviamo con l’intenzione di promuovere una discussione generale su questi temi e per imporli con la nostra forza all’attenzione dell’opinione pubblica, delle istituzioni, dei partiti e delle forze sociali.

Al centro è la necessità di chiarire quale senso politico abbia oggi affermare la parità e la differenza tra uomini e donne. Tale chiarezza è precondizione di qualsiasi altro discorso, a cominciare da quello sulla violenza e la discriminazione quotidiana contro le donne.
Al momento ci paiono ineludibili alcune questioni:
a) La precarietà nel lavoro che da condizione sociale diventa precarietà esistenziale e incide profondamente nelle relazioni sociali e familiari, in particolare per le donne, e ne condiziona il futuro.
b) Il nodo che strozza insieme al lavoro la scelta della maternità, questione cardine intorno alla quale girano altre. Per questo abbiamo parlato di 1) ripristino delle norme contro le dimissioni in bianco; 2) congedo di maternità universale a carico della fiscalità generale; 3) congedo di paternità obbligatorio. Per questo pensiamo vada ripreso il discorso sugli asili nido( copertura 33% secondo i parametri europei) e in genere sui servizi all’infanzia. Per questo vanno difesi e rilanciati i consultori.
c) La rappresentanza deve essere paritaria a tutti i livelli e in tutti i campi (aziende, istituzioni); in particolare la rappresentanza politica delle donne può essere occasione per un rinnovamento profondo del concetto stesso di rappresentanza, che deve tornare a basarsi sul rapporto tra eletti/e e elettrici/elettori.
d) L’immagine e la rappresentazione delle donne nei media e nella pubblicità sono da tempo al centro di una riflessione che si è estesa e ha visto il coinvolgimento delle donne che lavorano in questo settore strategico: è necessario riaprire ed allargare la discussione sulle modalità della comunicazione e sui modelli dominanti negli ultimi anni. Va sottolineata la necessità di nuovi strumenti per la tutela della dignità di tutti.
Per discutere di questi punti, per costruire una rete dei comitati esistenti e promuovere azioni comuni, vi proponiamo la convocazione di un incontro nazionale a Roma nella prima metà di luglio.

Nessun commento:

Posta un commento